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Stankovic

by sasso67 (29/02/2004 - 20:05)

Non mi dispiace che l'Inter abbia perso in casa con il Brescia, ma sono soprattutto contento per l'espulsione di Stankovic, che ha dimostrato, ancora una volta, di avere un carattere di cacca.

Lo slavo è degno compagno di Mihajlovic, noto tanto per i suoi calci di punizione micidiali, quanto per le intemperanze e gli sputi in campo.

Uno di questi giorni bisognerebbe parlare del carattere dei calciatori slavi, poiché soprattutto a livello di nazionale, non hanno mai vinto niente d'importante, a dispetto del loro notevole talento.

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Gegno

by sasso67 (29/02/2004 - 01:12)

Recensione del libro Elianto di Stefano Benni (Feltrinelli) sul sito http://www.internetbookshop.it:

Rita
Da sbellicarsi dalle risate!!! Lo leggevo sul metrò, e la gente mi guardava perplessa perchè ogni tanto scoppiavo a ridere da sola! Originale e ricco di fantasia, quella vera. Benni è un gegno ragazzi! Leggetelo!!!!!!!!
Voto: 5 / 5

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The Terror State (2003)

by sasso67 (28/02/2004 - 17:48)

«Turncoat, killer, liar, thief!». Con questi epiteti («voltagabbana, assassino, bugiardo, ladro») gli Anti-Flag aprono, salutando il Presidente Bush, il loro ultimo album The Terror State.

Questo è sicuramente una delle migliori uscite - insieme, inutile dirlo, a Indestructible dei Rancid, - del panorama hardcore-punk del 2003.

Il pezzo d'apertura (Turncoat), dedicato, come detto, a Mr. Bush, è già una dichiarazione d'intenti, sia musicale sia ideologica. Gli Anti-Flag sono una band di sano hardcore-punk tradizionale (nel senso migliore del termine) e tendenzialmente anarchica per quanto attiene all'ideologia. Fanno una musica che trasuda impegno politico - direi che "guardano avanti con rabbia" per parafrasare una vecchia pièce britannica - e che non si vergogna di mostrare il sudore, attraverso la voce abrasiva come carta vetrata del cantante. La terza canzone (Post-War Breakout) è un pezzo reggato di matrice classicamente clashiana, anche se va detto che The Terror State surclassa l'album postumo di Joe Strummer, anch'esso uscito nel 2003.

Gli altri pezzi dell'album proseguono dicendo tutto del loro contenuto già nel titolo (Power To The Peaceful; Mind The G.A.T.T.) e non facendo un passo indietro musicalmente. Gli slogan urlati con rabbia dagli Anti-Flag sono ispirati alla protesta no global (You Can Kill The Protester, But You Can't Kill The Protest; When You Don't Control Your Government People Want To Kill You) e indirizzati contro quella classe politica che oggi fa capo a George W. Bush e ai suoi cagnolini da leccata.

Con Wake Up! gli Anti-Flag fanno capire di essere maturati anche dal punto di vista musicale (nella Anti-Flag History sul loro sito web, Justin dice che quando iniziarono, nel 1988, «Pat sapeva a malapena suonare la batteria e io me la cavavo anche peggio con la chitarra»), rispetto ai tempi di Die For Your Government (1997): basti ascoltare proprio il lavoro di Pat alla batteria.

Suona ironico, ma anche tragico, il titolo della penultima canzone dell'album, Operation Iraqi Liberation (O.I.L.), introdotta dalla voce del (si spera non eterno) nemico Bush, mentre l'ultima canzone (One People, One Struggle)ricicla un vecchio slogan in voga in America Latina negli anni Sessanta («el pueblo unido jamas sera vencido»), da cantare a squarciagola, immaginiamo, nei concerti.

Che altro c'era da aspettarsi da una band capitanata da un cantante chitarrista che si fa chiamare Justin Sane (trad. it.: Davvero Pazzo) e da un batterista conosciuto come Pat Thetic, se non sudore, rabbia e chitarre a tutta?

Per la cronaca, gli altri membri della band sono Chris Head, detto Gimmie (in italiano Gimmie Head suonerebbe più o meno «fammi un pompino»), alla seconda chitarra e un bassista chiamato semplicemente #2 (cioè numero due).

Gran finale dell'album con una ghost track che chiude in bellezza con una sequela di fuck you ad libitum.

Per chi sa l'inglese

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Mollica due

by sasso67 (28/02/2004 - 16:36)

Giuro che non l'avevo ancora letto sul Venerdì di Repubblica del 27 febbraio 2004. Un articolo dei Modena City Ramblers che propone l'abolizione del Festival di Sanremo:

«È possibile che, con tutto ciò che accade nell'altra Italia, quella dei festival come "Tora! Tora!", quella di decine di band che riempiono piazze e palazzetti, quella dei tanti artisti "di confine", quella delle tante realtà musicali, ancora oggi sia il Festival di Sanremo ad occupare quel misero spazio che la tv nazionale dedica alla musica italiana? E aggiungiamoci pure i vari Mollica, e le altre trasmissioncine e rubriche che, incidentalmente, passano qualcosa di musicale: signor Vincenzo, ma se l'amato Paz fosse ancora qui tra noi, è così sicuro che si interesserebbe, come lei persevera a fare, ai "vecchi cantautori", e non, per esempio, ai Linea 77 o ai Folkabbestia?»

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La montagna sacra

by sasso67 (28/02/2004 - 12:43)

Altro grande film (datato 1973) del regista cileno di origini russe Alejandro Jodorowsky. Un film dalla trama (?) irraccontabile, se non per grandi linee. Un Cristo-ladrone è crocefisso da un gruppo di bambini nudi, finché riesce a liberarsi e, dopo essersi ritrovato in una messinscena della via crucis per turisti, si sveglia in un deposito di crocefissi a grandezza naturale. Entra poi in una torre dove un alchimista istruisce nove personaggi, rappresentativi delle categorie più potenti della terra (industriali, banchieri, politici, poliziotti), per prepararli a scalare una montagna, alla cui sommità vivono nove saggi che hanno scoperto il segreto della vita eterna.

La montagna sacra ha un'inizio folgorante, scoppiettante d'immagini accozzate per accostamenti surrealisti, soffre di una parte centrale alquanto sgonfia e lenta (la parte in cui sono presentati i nove personaggi) e poi riprende quota man mano che i protagonisti salgono verso la cima della montagna. Il finale del film ha deluso qualcuno, ma secondo me è invece molto appropriato per sorpresa e senso dell'ironia.

Ovviamente Jodorowsky è un regista d'immagini più che d'idee, ma in questo film riesce ad inserire un nocciolo denso di concetti dentro a un involucro caleidoscopico di sequenze oniriche derivate dalla tradizione surrealista. Sia questo La montagna sacra sia El topo (1970), i più riusciti della filmografia di Jodorowsky, hanno una forte impronta data dai film del periodo messicano di Luis Bunuel. Successivamente Jodorowsky (classse 1929), un regista peraltro poco prolifico (ha girato, ma da regista, soggettista, sceneggiatore, musicista e attore, solo sette film in 40 anni di carriera), non ha più raggiunto le vette di queste prove di inizio anni 70, né con Santa Sangre (1989) né tantomeno con Il ladro dell'arcobaleno (1990), un film veramente mediocre.

Secondo il sito http://www.imdb.com Jodorowsky sta girando un "seguito" a El topo (Los Hijos del Topo), con tra gli interpreti Marilyn Manson.

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Istruzioni per l'odio 2: Mollica

by sasso67 (28/02/2004 - 12:05)

Non sopporto il "critico" (scusate la parola grossa) di Raiuno Vincenzo Mollica, un tuttologo dell'arte (cinema, musica, letteratura, fumetti) al quale riesco a riconoscere solo una certa dose di autoironia.

E' un "critico" (ci sono ricascato) per il quale le principali categorie valutative sono il bravo, quando parla di un attore, cantante, disegnatore ecc., e il bello, quando parla di un film, un album, un romanzo ecc. Certo che un critico, dovrebbe essere critico, anziché esaltare ogni cosa che gli capiti fra le mani. In questo senso conierei per Mollica il termine di "elogiatico".

L'unica volta che l'ho sentito veramente cattivo fu in occasione della morte di Freddy Mercury, quando parlando della sua band, i Queen, li definì praticamente un gruppo di debosciati dediti alle peggiori pratiche sessuali e a tutte le sfrenatezze possibili. Una sorta di implicito "se l'è cercata" che all'epoca mi fece veramente irritare, soprattutto perché non parlò quasi della musica della band inglese, preferendo concentrarsi sulla vita privata di Freddy.

Un'irritazione che mi è tornata alla mente quando ho visitato il sito web di Mollica, imbellettato di grafica falsofelliniana e infarcito di interviste ruffiane ad attori e cantanti, con una percentuale molto vicina allo zero di giudizi critici.

Giudizio critico: discutibile/ingiudicabile.

 

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Del Piero

by sasso67 (26/02/2004 - 21:56)

Ho l'impressione che il Del Piero visto nella partita di La Coruna con il Deportivo perderebbe un contrasto anche con il passerotto della pubblicità dell'Uliveto.

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Il topolino di Praga

by sasso67 (25/02/2004 - 19:39)

Titolo di Repubblica, nella pagina sportiva: "Il Modulo Berlusconi ha fatto 0 - 0".

Tutta da leggere la cronaca di Enrico Currò, con le appropriate simmetrie tra Carletto Ancelotti e Franz Kafka, scrittore praghese per eccellenza. Le situazioni kafkiane, per l'allenatore rossonero, già preannunciate nel nome di uno dei suoi fantasisti, Ka(f)kà, si sono susseguite fino alla comica finale messa in scena dai due aiutanti dell'agrimensore (inzaghi e Shevchenko) che a 30 centimetri dalla porta si sono colpiti a vicenda, anziché soffiare la palla in porta.

Tutto da leggere anche il pezzo di Antonio Dipollina, che parla del match di Champions League (facciamo una full immersion d'inglese, così facciamo contento il Presidente) dal punto di vista televisivo. Eh, sì, la prosopopea berlusconiana ha partorito il classico topolino (di cui il presidente - allenatore si è prontamente dichiarato soddisfatto), sottolineato dalla chiosa dell'articolo di Dipollina: "...nella sera gelida di Praga la palla ha l'aria di non voler entrare nemmeno se Berlusconi le scrivesse una lettera".

Fra l'altro, sopo tanto parlare di due punte, i migliori in campo, nel Milan, sono stati, come è accaduto spesso quest'anno, i difensori, oltre al solito inesauribile Gattuso.

P.S. Ma quando sarà che Galliani si ricorderà di essere il Presidente della Lega Calcio e la smetterà di polemizzare anche con i suoi capelli?

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Keasbey Nights

by sasso67 (25/02/2004 - 18:44)

"Run run run all you do is fucking run but you'll never run away from yourself. I know it's hard but you've been then before and you know you're gonna be there again". E comincia Dear Sergio, la prima canzone dell'album Keasbey Nights dei Catch 22. Il primo vero album (1998) del gruppo americano, che poi replicherà la formula, cercando di innovarla, con Alone In A Crowd (1999), Washed Up And Through The Ringer (2000) e Dinosaur Sounds (2003).

Ma Keasbey Nights resta l'opera più originale e fresca della band del New Jersey capitanata da Chris Greer e Ryan Eldred. Le prime tre canzoni dell'album sono davvero folgoranti, con quel ritmo ska-punk sostenuto da una sezione ritmica incessante e sottolineato dai fiati. Già la copertina del cd è fuorviante, con i sei membri del gruppo vestiti con colletti bianchi e cravatte scure in stile ufficio FBI anni Sessanta, con quelle facce pacioccone e gli occhiali da nerd di un paio di elementi. Poi si parte.

Dear Sergio, Sick And Sad e Keasbey Nights sono canzoni veramente notevoli, nella loro originalità, con coretti appropriati, scoppi d'ira della voce solista e accelerazioni improvvise mai campate in aria. I cambi di ritmo sono impressionanti e spesso anche gli attacchi delle canzoni sono fuorvianti, sfoggiando una cattiveria chitarristica (Day In Day Out) che non è propria del gruppo, che preferisce svisate fiatistiche e contrasti tra la roca voce solista e il coro d'accompagnamento.

L'album prosegue skaando, punkeggiando e reggando attraverso altri episodi degni di nota (This One Goes Out To...), fino all'inno da party scatenato con tanto di ricordi liceali che è Kristina She Don't Know I Exist (un degno contraltare della Good Riddance di greendayana memoria) fino alla chiusura in grande stile di 1234 1234.

Come è ovvio, e come molti sapranno, la band prende il suo nome dal famoso libro di Joseph Heller Comma 22 (Catch 22 è, appunto, il titolo originale), tradotto anche in film da Mike Nichols nel 1970.

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El topo

by sasso67 (23/02/2004 - 22:03)

Bellissimo film (1971) di Alejandro Jodorowsky. Si tratta di una specie di spaghetti - western surrealista, in cui un pistolero nerovestito si avventura nei pressi di una missione cattolica nel deserto messicano per sgominare prima la banda di un malvagio colonnello, e poi per sfidare, su istigazione della donna (Mara, il mare), quattro invincibili maestri pistoleros. Ma questa è solo parte del film. A un certo punto il pistolero dell'inizio (interpretato dallo stesso Jodorowsky) è diventato un dio barbuto che dorme in una caverna ed è accudito da una nana, che ha lo scopo di prendersi cura di lui affinché questi liberi il popolo delle caverne: una razza di esseri storpi e deformi che vive nelle viscere della terra. Per costruire un tunnel che conduca dalle caverne alla città, l'ex pistolero, rasato dalla nana come un bonzo tibetano, si reca in città e, in coppia con la nana, mendica qualche spicciolo mettendo in scena delle farse in stile Chaplin. Il duo, passato attraverso ogni umiliazione, scopre anche l'amore e, con l'aiuto di un frate francescano (anch'egli abile con la pistola), porta a termine la galleria. Ma il lieto fine non è di questo mondo - almeno non del mondo filmico di Jodorowsky - e il protagonista sceglierà di finire come un vero bonzo tibetano.

Un film originalissimo con delle immagini di una bellezza sconvolgente. Non è difficile indovinare che anche autori contemporanei (come David Lynch, ad esempio) abbiano preso esempio da questo grande regista cileno di origini russe, troppo trascurato dai circuiti cinematografici maggiori.

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Gentle Giant

by sasso67 (22/02/2004 - 14:00)

Si rimpiange già un personaggio positivo come John Charles, deceduto ieri in Inghilterra a 72 anni.

Mai un'espulsione, mai un'ammonizione, per un calciatore che ha calcato i campi in erba fino a 40 anni. Sembra veramente incredibile per quello che si vede oggi nei nostri stadi. Sicuramente un esempio da seguire.

Negli anni '70 c'era un gruppo progressive rock inglese dal nome Gentle Giant, ma il primo Gigante Gentile è certamente stato John Charles.

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Su Milan - Inter

by sasso67 (22/02/2004 - 13:53)

Complimenti al Milan per la vittoria in rimonta, ma resta incredibile l'harakiri dell'Inter, soprattutto per l'uno - due che ha portato il Milan al pareggio. Ma tutti e tre i gol milanisti sono un mix di bravura dei rossoneri e sciagurataggine degli interisti. Il primo gol è nato da una clamorosa papera di Toldo; il secondo nasce da un errore di Adani e Cordoba che hanno seguito Tomasson, senza disturbare il portatore di palla (Kakà), che ha calciato benissimo nella porta nerazzurra. Il terzo gol è un bellissimo tiro da fuori di Seedorf, ma si vedeva che stava per tirare e nessun difensore interista lo ha contrastato.

Va detto che anche i due gol dell'Inter non sono stati il massimo dell'estetica e della tecnica calcistica, però, visto il primo tempo della partita, non erano demeritati.

Rimane incredibile, ancora una volta, l'uscita di Berlusconi (mi sembra una fissazione, ma dovunque ci si gira, ci si trova davanti a sue dichiarazioni "scalmanate") alla fine del match, quando ha detto che scriverà una lettere con la quale impegnerà l'allenatore del Milan "Ancelotti o chiunque esso sia" a giocare con due attaccanti, se vuole rimanere l'allenatore del Milan. E' chiaro che l'allenatore del Milan, Berlusconi considera sé stesso. E' lui che decide tutto. Vedremo come si comporterà Ancelotti nelle prossime uscite: se ingoierà la propria dignità e accetterà il diktat di Berlusconi o se tirerà dritto per la sua strada, mettendosi in contrasto con il Presidente.

P.S. Interviste prepartita a tifosi del Milan e dell'Inter in TV:

Domanda: Chi vince stasera?

Tifoso Milanista: Vinciamo noi tre a uno!

Tifoso Interista: Vince il Milan, è chiaro...

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Istruzioni per l'odio

by sasso67 (22/02/2004 - 13:29)

Premessa: non odio Berlusconi, benché certo non lo apprezzi come uomo, come politico, come imprenditore, come presidente di calcio.

Odio Emanuela Falcetti e la sua trasmissione radiofonica "Istruzioni per l'uso". Sarà che la collego con il fatto che tutte le mattine mi devo alzare alle 5,40 per andare al lavoro ed esco di casa alle 6,20, ma odio quella donna, la sua trasmissione  e il suo "gruppo di lavoro". Fra l'altro la Falcetti si riempie la bocca con quel suo "gruppo di lavoro" come se lei fosse l'unica persona al mondo a lavorare.

Odio quel suo modo di accogliere in trasmissione gli ospiti, facendo loro pesare l'averli fatti alzare di prima mattina, dall'alto del suo preteso nottambulismo lavoristico.

Odio quella trasmissione radiofonica anche se devo ammettere di non averla mai ascoltata per intero. Ultimamente, poi, spengo la radio non appena sento la voce della Falcetti.

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Vecchio scarpone

by sasso67 (19/02/2004 - 23:18)

Senza parole.

Il padre inguaia Mel Gibson
"L'Olocausto è un'invenzione"

Ma chi se ne frega delle farneticazioni naziste di un vecchio di 85 anni? Chi vuole vada a vedersi il film di Mel Gibson (che non parla dell'Olocausto, ma della passione di Gesù) e si faccia un'idea.

Chi le parole ce le ha, invece, è Berlusconi, che come si reca all'estero parte a ruota libera e mena fendenti a destra e a manca. Dopo sofia, dove fece fuori dalla tv pubblica Biagi, Santoro e Luttazzi e dopo Strasburgo, dove dette del kapò al deputato europeo tedesco Schulz, oggi ad Atene il capo del governo ha avuto parole di fuoco verso i politici di professione. "Ci sono tanti signori che sento," ha detto Berlusconi "che vanno, che hanno la casa al mare, che hanno la casa in città, che hanno la casa ai monti, che hanno la barca e io, guardando quello che guadagnano ogni mese e quello che anche devono dare, qualcuno di loro, ai loro partiti, dico: come hanno fatto a farsi tutte queste proprieta?". Quindi, di nuovo: "Sono soldi rubati. Soldi rubati!".

Confesso che all'inizio pensavo che parlasse di sé stesso. Poi, quando ho capito che parlava degli altri, dei politici di professione, ho pensato che avesse cambiato idea sulla magistratura e le sue inchieste e che stesse appoggiando i giudici di Mani Pulite. Poi ho capito che parlava di qualcun altro e che proponeva che i cittadini guardassero in tasca a questi politici. Ma se non sbaglio c'è la magistratura per questo. Perché dunque da dieci anni Berlusconi sta sparando a zero sui giudici che sono andati a fare due conti in tasca ai politici? E in base a cosa Berlusconi dice che quelli sono "soldi rubati"? Lui che fa il garantista quando è l'oggetto delle inchieste adesso lancia accuse, senza portare uno stracciaccio di prova contro politici, avversari e alleati, non meglio identificati.

Se il messaggio che voleva lanciare era "Votate me che sono come voi e i soldi che ho li ho fatti onestamente", allora spero che con questa sparata Berlusconi ottenga l'effetto opposto.

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RaiNews24

by sasso67 (18/02/2004 - 18:56)

Un plauso, finalmente, per un canale televisivo (anche se satellitare).

Lo rivolgo a RaiNews24 che oggi pomeriggio poco prima delle 15 ha mandato in onda brani da una conferenza tenuta da Hans Magnus Enzensberger nel nostro paese. Lo scrittore tedesco si è esibito in un italiano quasi perfetto ed ha strabiliato la platea con la sua ironia irresistibile e la sua intelligenza devastante. Gli spettatori ridevano fino alle lacrime. E' stato uno spettacolo semplicemente grandioso nella sua semplicità (altro che superbowl!).

Spero che ripropongano l'intera conferenza, perché davvero vale la pena ascoltare una persona che dice delle verità lampanti con tanta intelligenza ed ironia, che ti fa riflettere "sulle sventure dell'Italia" e allo stesso tempo ridere a crepapelle.

 

La breve estate dell'anarchia. Vita e morte di Buenaventura Durruti di Hans Magnus Enzensberger, Feltrinelli, p. 304, € 8,00.

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Galliani, e falla finita...

by sasso67 (18/02/2004 - 17:14)

Dall'intervista di Gianluca Moresco a Pavel Nedved a margine della partita amichevole tra la nazionale italiana e quella ceca di mercoledì 18 febbraio 2004 (da "La Repubblica" s.d.):

"M - Arbitri sotto accusa, adesso ci si è messo anche Galliani.

N - Ha parlato a caldo, per rabbia e lo posso capire. Ma bisogna stare attenti a quello che si dice. Loro hanno perso Maldini per una partita. Io per un'ammonizione ho saltato la finale di Champions League: pazienza."

Della serie: Galliani ha la memoria corta. Indubbiamente non si ricordava dell'ammonizione che fece fuori il futuro Pallone d'oro dalla finale di Manchester. Chissà come sarebbe andata quella partita con Nedved in campo, dopo che la Juve aveva fatto polpette del Real Madrid in semifinale.

Contare fino a dieci (anche venti in certi casi) prima di parlare non farebbe male...

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Soffritto d'interessi

by sasso67 (17/02/2004 - 22:45)

Non pago delle brutte figure che ha fatto (e che ha fatto fare all'Italia) in Europa durante il semestre di presidenza italiana dell'UE, Berlusconi si candiderà alle elezioni europee, ben sapendo che, essendo capo del governo, non potrà fare il parlamentare europeo.

E forse questa è l'unica fortuna: anche se dovremo sorbirci le sue barzellette vecchie come il cucco, almeno non ci esporremo al ludibrio a domicilio (chi si vuole fare due risate alle nostre spalle dovrà almeno compiere lo sforzo di venire in Italia).

Dopo avere sostenuto che avrebbe risolto il conflitto d'intressi entro i primi cento giorni di governo, Berlusconi, intorno al millesimo giorno ne ha creati di nuovi. Obbravo!

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La donna della domenica

by sasso67 (16/02/2004 - 22:12)

Il martedì di giugno in cui fu assassinato, l'architetto Garrone guardò l'ora molte volte.

Così comincia il romanzo "La donna della domenica" di Carlo Fruttero e Franco Lucentini, un libro di cui consiglio la lettura. Si tratta di un giallo, ma, come tutti i buoni libri appartengono ai generi soltanto in maniera indiretta (direi come pretesto), anche questo romanzo è un giallo sui generis. Si tratta in realtà di un'indagine sull'animo umano (nipotino in questo di "Delitto e castigo"), o meglio, sugli animi umani. Oppure, per volare più basso, si potrebbe dire che il romanzo parla di Torino e dei torinesi, della loro visione del mondo e del loro rapporto con gli estranei (i meridionali, di cui il commissario Santamaria è un non emblematico esemplare). E Torino, la Torino dei salotti buoni e dell'ipocrisia imperante, è la vera protagonista del libro.

"La donna della domenica" è un grande romanzo, che brilla nella storia della letteratura italiana del Novecento e vola miglia al di sopra del pur buon film che Comencini ne trasse nel 1975 (e a proposito del quale va detto che Lina Volonghi fu una signora Tabusso definitiva).

P.S. In alcuni capitoli il romanzo è ambientato all'interno di uffici comunali: da dipendente comunale posso confermare che le dinamiche interne agli uffici (e molti altri particolari), a distanza di più di trent'anni, non sono cambiate di una virgola.

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Elezioni Europee

by sasso67 (15/02/2004 - 23:31)

La Casa delle libertà chiede che Prodi, Presidente della Commissione Europea, si dimetta se vuole fare la campagna elettorale per le Elezioni Europee della prossima primavera.

Onestamente non vedo perché: cosa si dovrebbe dire di Berlusconi che da Presidente del Consiglio dei Ministri ha iniziato la campagna elettorale, dopo il mese di scomparsa causa lifting? Si dovrebbe forse chiedere che Berlusconi si dimetta se vuole fare la prossima campagna elettorale per le prossime elezioni politiche in Italia nel 2006?

Probabilmente invocare regole uguali per tutti, nelle condizioni in cui è il nostro paese, è troppo (tanto sappiamo bene che c'è sempre qualcuno più uguale degli altri), ma almeno si usi un po' di buon senso quando si parla di cose serie.

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Scusate il ritardo

by sasso67 (15/02/2004 - 15:34)

Dal "Venerdì" di Repubblica di venerdì 13 febbraio 2004, riquadro "Scusate il ritardo", rubrica "Musica" di Angelo Aquaro, pag. 129 (recensione dell'album "Indestructible" dei Rancid):

"Il vero punk resta Rancid anche se si contamina. Tremate tremate i punk sono tornati. Un nome un programma, la band di Tim Armstrong (sebben californiana come Blink & C.) fa da più di 10 anni un punk traditional, scuola Clash (sentire l'Indestructible d'apertura). Certo qui si contamina di più (Fall back down) e tutto il lavoro sembra meno tirato e più "suonato". Ma dopo che in Red Hot Moon lo ska si sposa addirittura con la lezione dei Velvet, i ragazzi subito si ricredono e in David Courtney, tra un motherfucker e l'altro, picchiano ancora più duro."

Vabbe', a parte il ritardo - e dato atto ad Aquaro di essersi almeno avveduto, in ritardo, di questo album - sembra che il recensore abbia ascoltato solo i primi quattro pezzi dell'album. Possibile?

Mah, però come si fa a trascurare pezzi fondamentali (tralasciamo la parola "capolavori") come Tropical London, Django, Memphis, Spirit Of '87, Ghost Band, Roadblock, Ivory Coast?

Sono d'accordo con Aquaro per quanto riguarda il merito dell'album - in sostanza: contaminato con ska, reggae ecc., ma sempre grande punk - ma almeno che la prossima volta non citi soltanto i primi quattro pezzi dell'album. Tra parentesi, la canzone David Courtney (e il punk in genere) non sono soltanto una sequela di "motherfucker", specialmente quando a suonare il punk sono gruppi geniali, "classici", come i Rancid.

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Pantani

by sasso67 (15/02/2004 - 14:36)

E' morto Pantani. Mi ricordo quando, nel 1999, con indosso la maglia rosa del Giro d'Italia che stava per vincere per la seconda volta, fu squalificato per doping. Confesso che, quando me lo dissero, stentai a credere che fosse vero. Le sue imprese sulle montagne d'Italia e di Francia dell'anno prima e di quello stesso 1999 furono entusiasmanti. Si guardavano le tappe di montagne aspettando il momento in cui Pantani (non mi è mai piaciuto chiamarlo "Pirata") avrebbe acceso il motorino e staccato tutti.

Quel giorno del 1999 iniziò il suo declino ciclistico e io non ho mai capito se i suoi successi sportivi siano dipesi (e quanto) dall'uso di sostanze dopanti. Nel qual caso mi sentirei preso in giro, anche se va detto che Pantani non era l'unico, anzi, era uno dei tanti.

Resta comunque un sentimento di umana pietà per un uomo - essendo più giovane di me direi un ragazzo -  che è stato così in alto, che è caduto molto in basso e che è morto così giovane.

Spero che le immagini con le quali verrà ricordato saranno quelle in cui volava su per le montagne.

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Calcio africano

by sasso67 (14/02/2004 - 18:32)

La Tunisia ha vinto il Campionato Africano di calcio. E' stato un campionato non eccezionalmente spettacolare, ma dove si è visto un buon calcio. E soprattutto, ci sono state pochissime espulsioni e non si sono visti scalciatori come Montero, pugilatori come Materazzi e sfottitori come Totti.

Tutti i calciatori in campo (salvo un breve accenno di rissa durante Tunisia - Senegal) hanno dimostrato grande rispetto per gli avversari.

Ecco qualcosa che dovremmo imparare dal calcio africano.

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