Zombophagus
Dopo aver ingerito alcune porzioni di involtini primavera andati a male, i passeggeri della nave da crociera Enlarge your penis si trasformano in zombie affamati di carne umana. In seguito al naufragio dell?imbarcazione alcuni morti viventi riescono a mettersi in salvo raggiungendo una sperduta isoletta abitata da una feroce tribù di cannibali, i Timanjo. Chi mangerà chi?
Vera pietra miliare dell?horror-splatter, Zombophagus fu girato da Vince Renato, uno dei maestri del genere, con un budget ristrettissimo, tanto che nel corso delle riprese la troupe non poteva lavarsi ed era costretta a riutilizzare i piatti e le posate di plastica usate durante i pasti. Alcune sequenze memorabili, come quella in cui il capo dei Timanjo, dopo aver ingoiato in un solo boccone la testa di un neonato-zombie, viene poi divorato dall?interno dalla testina, espellendo un fiotto di sangue violaceo dal retto. Per palati fini.
(Guglielmo)
Dal sito Morelli's Movie Guide
Troy 2 - Il ritorno di Ettore
Ettore non è morto come tutti credevano. Il suo corpo è stato conservato nelle acque dello Stige e, dopo dieci anni di coma, grazie all'intervento di Esculapio si risveglia in una Troia distrutta. Avendo perduto tutto, uccide Paride, sposa Elena e, riunendo i suoi vecchi compagni d'arme, fonda una nuova città, ancora più grande e maestosa della precedente: Troiona. Ma quando tutto sembra andare per il meglio, gli eserciti achei accerchiano di nuovo la fortezza: Achille, grazie ad un patto con Ade, è tornato più forte e più arrabbiato di prima, e stavolta, senza il proverbiale tallone.
Si sente in questo discreto sequel la mano di Tim Burton, la cui direzione riesce a tappare qua e la le falle della sceneggiatura. Il suo tocco visionario si sbizzarrisce specie nella sua Troiona gotica, che strizza l'occhio a "Notre dame de Paris". Bene la new entry Vin Diesel nella parte di Ettore, cui conferisce grinta e spessore psicologico, mentre di nuovo non convince Brad Pitt nei panni di Achille, inutilmente bamboccio e appesantito nel fisico. Durante le riprese alcuni attori, impressionati dalla saga ellenica, si sono convertiti al politeismo. (Guglielmo e Filippo C.)
Particelle e altre catalisi
Intrecciando sapientemente il tema del tradimento con quello della fisica quantistica, il geniale scrittore Pulvanelli, autore di Mio marito è un tachione?, il libro che è in cima alla classifica dei più sfogliati nelle librerie d'Italia - ci propone una profonda riflessione sul perché della vita e sul perché della morte, cogliendo l?elemento comune alle due domande ? e dunque la loro essenza - nella congiunzione "perché", non a caso la parola più pronunciata del film (soltanto nella prima inquadratura se ne contano novantasette). Sebbene non manchino alcuni passaggi a vuoto (la sequenza dell'attacco di diarrea convulsa di Marcus, il timido fratello del criceto del protagonista) il film offre un tale quantità di interessantissimi spunti che lo spettatore non potrà uscire dalla sala senza essersi prima svegliato.
(Sasha)
The X Protocol - Codice X
Un'antichissima setta religiosa orientale cerca di influenzare la politica internazionale ricattando i capi di governo, condizionando le coscienze dei suoi adepti e minacciando, per chi osi contrastarla, terribili castighi nell'aldilà.
Mai distribuito in Italia a causa della strenua opposizione da parte della Chiesa Cattolica, è un interessante thriller fanta-religioso sulla scia de 'Il codice Da Vinci', nonostante l'ipotetica società futura descritta nel film difetti spesso di credibilità (si pensi, ad esempio, ai simboli religiosi affissi addirittura all'interno di scuole e tribunali). Buona prova di Ian McDiarmid (l'Imperatore Palpatine della saga di 'Star Wars') nel ruolo del malvagio Gran Sacerdote Bianco.
(Guglielmo)
Formicalion
La vita tranquilla e sonnolenta della cittadina di Ogallala, nel Nebraska, viene sconvolta da un?orda di formiche carnivore geneticamente modificate, fuggite da un vicino laboratorio ortofrutticolo. Gli insetti attaccano la popolazione, distruggono gli tutto quello che incontrano e pretendono di imporre agli abitanti i propri costumi e stili di vita. Ma proprio nel bel mezzo dell? invasione, arrivano in città Jeff (Dick Head) e Jake (Will Beefakt), con il loro circo di formichieri e pangolini giganti.
Gustoso action movie, a metà strada tra l'horror, il catastrofico e la commedia sofisticata anni '50, si segnala soprattutto per l'incredibile prestazione recitativa del formichiere Sligo, in seguito protagonista del serial poliziesco televisivo 'Il commissario Sly'.
(Guglielmo)






Tre studenti di medicina dell'Università di Pisa non pensano ad altro che ad assediare le ragazze e a tirare brutti scherzi all'antipatico dottor Cicchirini, ruffiano del professor Ciotti, primario della clinica universitaria.
Una grossa agenzia pubblicitaria del nord è incaricata da un industriale napoletano di reclamizzare del cibo per cani infestato dai vermi. Non sarà impresa semplice.
e le psicologie dei personaggi tirate via, ragione per cui, forse, ci sono così tanti personaggi sulla scena. Lo stile, poi, sembra, ironia della sorte, televisivo, anche se, da questo punto di vista, molte frecciate vanno a segno, a cominciare dalla presenza dell'intellettuale da salotto tv Querciasecca, oppure da quella del pubblicitario new age Pedone, che ricorda molto, barba (quella di Oliviero Toscani?) a parte, il guru della pubblicità Gavino Sanna.
Un direttore, un cassiere e una guardia giurata di una banca se la svignano all'improvviso, la notte dell'ultimo dell'anno, con nove miliardi di lire rubati. Le tre rispettive mogli, messe sulla pista buona, vanno a cercarli in Argentina. Sceglieranno di rimanervi.
Una banda di criminali capeggiata da un certo Oaks stermina un distaccamento dell'esercito americano e lo deruba dell'oro che trasportava. Dopo essersi sbarazzati dei componenti messicani della banda, Oaks e gli uomini rimasti vanno a fare rifornimento in un villaggio, dove, però, non sono bene accetti. Nel frattempo, uno dei banditi messicani, salvato dalla morte da due indiani, medita la sua vendetta.
Eleonora Stathopoulou (la madre di Alì), Rodolfo Bigotti (Ismail), Lino Capolicchio (pubblico ministero), Claudio Gora (il giudice), Pietro brambilla (soldato che cattura Omar), Mario Feliciani (Lobitto), Piero Gerlini (Barillo), Adolfo Lastretti (col. Sarsani), Ihab Werfali (Alì), Tom Felleghy (ufficiale italiano).
Lozano (Pascalina), Josè Ángel Egidio (Marchand), Achille Brugnini (col. Campbell), Vincent Lo Monaco (gen. Drouot), Vittorio Amandola (il sindaco Egisto Lonzi Tognarini), Emanuele Barresi (il segretario comunale), Carlo Monni (il notaio Bonci Bacelli), Fausto Caroli (Alì), Andrea Cambi (Oreste), Raffaella Lebboroni (la governante), Giorgio Algranti (un servitore), Simone Caroti (il verduraio), Andrea Buscemi (coadiutore), Pietro Fornaciari (il pescivendolo), Giovanni Rindi (aiutante del col. Campbell), Mirko Modesti (Secondo).
Vicenda poco verosimile, ma utile per adombrare parecchi riferimenti al presente, il film di Virzì lascia delusi su quasi tutti gli aspetti. Le allusioni all'attualità (Napoleone ha un passato che fa pensare a Bush jr. e un presente che sembra quello di Berlusconi) sono molto superficiali - si riducono a un "majesté mi consenta" e aun acenno a un improbabile "miracolo elbano" - mentre la tematica delle aspirazioni giovanili e alle disillusioni della maturità Virzì l'aveva già sviluppata, e molto meglio, in Ovosodo (1997). Gli sviluppi narrativi sono spesso forzati e quasi tutti prevedibili, i personaggi troppo incoerenti per essere veri (solo per fare un esempio: Martino odia il tiranno e amoreggia con una baronessa, si atteggia a democratico sulla scia di un suo vecchio insegnate, ma disdegna le attenzioni della servetta innamorata di lui). La ricostruzione d'epoca, accurata fin quasi al kubrickismo, cozza con una popolazione che parla con accento eccessivamente livornese (un pescivendolo giunge ad apostrofare Napoleone dicendogli "te sei un ber ganzo, perché vai ner culo a tutti!"), spesso messo in bocca ad attori di tutt'altra provenienza. Tra gli attori protagonisti, il solo toscano - per la precisione fiorentino - è Ceccherini, peraltro bravissimo. Ma non è certo il cast a rappresentare il problema di questo film: da Germano a Mastandrea alla Impacciatore gli interpreti fanno il loro degnissimo lavoro. Il difetto, si direbbe, è nel manico di una sceneggiatura irrisolta e forzatamente rivolta al presente dell'anno 2006, anziché aspirare all'universale. Sicuramente migliore di film recenti e di ambientazione analoga realizzate dai fratelli Taviani (si pensi a Fiorile e alle Affinità elettive), il film di Virzì ci doveva però risparmiare il carràmba che sorpresa tra Napoleone e la sua nutrice còrsa (Margarita Lozano). Così come è inutile il personaggio della baronessa, affidato a una Bellucci formato esportazione.
L'eccidio di Porzûs
Donald Crisp (il gen. Grant), Howard Gaye (il gen. Lee), Raoul Walsh (John Wilkes Booth), Tom Wilson (il servo negro di Stoneman), Jennie Lee (la serva negra dei Cameron).
Nel 2013 un referendum divide in due l'Italia. Nella repubblica del nord rimangono tanti meridionali che al sud non si vogliono riprendere. Questi vengono dunque rinchiusi in casermoni che fungono da riserve come gli indiani in america. Il povero Strummolo si finge oriundo tedesco (facendosi chiamare Strum) e frequenta dei corsi per diventare lumbard, innamorandosi della controllora Olga. Ma alla fine la napoletanità viene allo scoperto e non resterà che un'azione di forza: fuggire in Jugoslavia e, fingendosi profughi, tornare in Italia con un barcone e chiedere asilo politico.
Nella provincia laziale, il giovane Raniero attende di essere chiamato nei Carabinieri e, nel frattempo, frequenta compagnie poco raccomandabili. Una sera viene coinvolto dagli "amici" nello stupro di due autostoppiste tedesche.
Due deficienti (Franco e Ciccio, ovviamente) sono inconsapevolmente ingaggiati dai servizi americani, che incapsulano in un dente di Franco una falsa formula, come specchietto delle allodole per i servizi segreti russi e cinesi, che, data l'insulsaggine dei due, dovranno impadronirsi velocemente della formula sbagliata. L'imprevedibilità dei due idioti spiazza, però, gli agenti segreti di tutto il mondo, anche se alla fine gli americani si accorgeranno di avere incapsulato nel dente di Franco la formula giusta.
Longobardo (Giacomo), Alina Nadela (Belana), Lucia Ragni (la cassiera), Barbara Scoppa (Tiziana Senatore), Barbara Valmorin (la nonna del bingo), Lorenzo Sorrentino (il nipote dell'anziana), Francesco e Nicola Grittani (i gemelli Contessa).
Franco e Ciccio La Vacca, dalla natìa Sicilia, emigrano in California con l'obiettivo di fare i cercatori d'oro. Li ospita uno zio messicano, di nome Don Diego de la Vega, che in gioventù ha vestito i panni e la maschera di Zorro, ereditati poi dal figlio Rafael.
Pagnani (il mercenario portoghese), Luciano Catenacci (Sette).
In Francia un ladruncolo di origine siciliana ruba una valigia a un professore che fa strani esperimenti sui cadaveri. Sarà scambiato per un maniaco assassino ed arriverà a meno di un passo dalla ghigliottina...
Un normale, terribile, anno di naja in una caserma del Friuli, ai tempi - sembra cent'anni fa ma non lo è - della coscrizione obbligatoria.
pretendente), Cesare Polacco (il creditore), Pina Gallini (la proprietaria del cavallo pazzo), Giuseppe Pierozzi (il veterinario).
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