Su Moggi e la Juve
Non si può non dire qualcosa su quello che sta succedendo nel mondo del calcio, al di là delle responsabilità penali, civili e sportive che verranno accertate, si spera, nel più breve tempo possibile.
Mi ricordo che anni fa, un campionato in cui la Juve stava andando particolarmente male (se non erro era il campionato 1979-80, poi vinto dall'Inter), il Guerin Sportivo mise in copertina una Befana bianconera titolando "Può la Juve andare in B?". Più che spaventarmi, all'epoca, la prospettiva mi sembrò irrealistica. In teoria, certo che la Juve poteva andare in serie B, ma come poteva essere possibile con tutti i popò di giocatori che si ritrovava? All'epoca avevo dodici anni e il calcio - sia quello che si praticava in strada con gli amici sia quello che si vedeva in tv e, una volta ogni cent'anni, anche allo stadio vero - era una delle cose più importanti della vita.
Oggi che la Juve, grazie a Moggi e alla sua compagnia cantante, può, merita e deve andare in Serie B, la cosa che mi dispiace di più è ripensare a quel me stesso dodicenne - più che al tifoso incattivito di oggi - e a come la prenderanno i bambini che continuano a crederci.
Secondo me, a questo punto, dato che nessuna delle accuse mosse ai dirigenti della Juve è stata finora minimamente smentita o sminuita, la Juve dovrebbero mandarla in Serie C, in modo da scontare anche qualche colpa che non è (ancora?) venuta a galla e da ricominciare più o meno da zero.
Se le accuse sono vere - ma ormai sembra che non ci siano più limiti: Moggi addirittura rinchiuse un arbitro negli spogliatoi dopo la partita, e nemmeno a Torino, ma a Reggio Calabria! - la Juve deve scontare prima di tutto questo danno arrecato a centinaia di migliaia di ragazzini, tifosi della Juve e delle altre squadre eventualmente frodate.
Il calcio, anche quello miliardario e iperprofessionistico di oggi, non è vincere una partita, una coppa, un campionato: è soprattutto competere lealmente e saper perdere con dignità. L'arroganza della "triade" Moggi, Giraudo, Bettega ha invece affrontato la sfida con arroganza e mezzi illeciti che anche la società merita di pagare.
Negli ultimi trent'anni sono venuti alla luce parecchi scandali nel mondo del calcio (e Moggi l'aveva già passata liscia quando era dirigente del Torino e forniva agli arbitri europei le famose "hostess"), ma questo sembra avere evidenziato una vera e propria MAFIA, fra l'altro nemmeno astuta come quella di Provenzano: probabilmente Moggi contava in una vera e propria impunità e parlava liberamente al telefonino.
Io voglio ancora sperare che non tutto quello che è emerso sia vero (anche se mi aspetto di peggio; potrebbe ad esempio uscir fuori che Moggi s'inchiappettava i guardalinee nell'intervallo delle partite), ma se la sostanza di quello che si è saputo finora è vera, per la Juve c'è solo da vergognarsi e da ripartire da zero.
Davis
Chi ama lo sport avrebbe dovuto vedere l'incontro di tennis di Coppa Davis tra Italia e Spagna. Il doppio di oggi è una di quelle partite che potrebbero rimanere nella storia. Dico potrebbero, perché se l'Italia, che sta conducendo per 2 a 1, venisse sconfitta dalla superfavorita Spagna, l'impresa di Bracciali e Galimberti sarà stata inutile. Se però dovesse risultare inutile, la partita di oggi è stata bellissima, conclusa 9 - 7 al quinato set per noi contro la coppia spagnola (che non è una coppia gay
) formata da Nadal, numero uno mondiale, e Lopez. Nonostante la spocchia del numero uno, soprattutto grazie alla bella partita di Daniele Bracciali, siamo riusciti a battere i superbi (almeno oggi) spagnoli. Galeazzi alla fine ha rischiato l'infarto come ai tempi degli Abbagnale.
Chi ama il calcio si deve accontentare invece della quinta vittoria consecutiva in campionato della Juve, che ha battuto fuori casa il Parma per due a uno (gol di Del Vecchio per gli emiliani e poi di Camoranesi e Vieira). Repubblica online ha scritto una minchiata: non mi risulta infatti che Patrick Vieira (Cannes, Milan, Arsenal, Juventus) abbia mai giocato nel Real Madrid.
Dal sito di Repubblica.it: "I bianconeri vanno in svantaggio a Parma: gol di Delvecchio. Poi Camoranesi pareggia e l'ex madridista regala i tre punti a Capello." L'unico ex madridista presente al Tardini era Lorenzo Sanz, ex presidente del Real ed oggi presidente del Parma.
Inter già nella polvere?
'sti cazzi, non è mica giusto! Ho appena fatto un pronostico sul campionato e Mancini già comincia a smentirmelo. E più che a me, poi, penso ai tifosi dell'Inter come Michele Serra, quelli che pensano che sia l'anno dell'Inter ma non lo dicono per scaramanzia, che già cominciano a sentirsi scivolare sulla schiena brividi che tutto sommato siamo alle solite, anche se l'anno scroso l'Inter anziché perdere pareggiava. E' ovvio che, con i tre punti a vittoria, su due partite è meglio vincerne una e perdere l'altra che pareggiarle tutte e due, però intanto è già arrivata la prima sconfitta, anche se su un campaccio come quello di Palermo, dove per esempio la Juve perse già l'anno scorso.
Adriano e Zalayeta
I giornali si sono sperticati in lodi per la tripletta rifilata da Adriano al Cile nella partita di qualificazione ai mondiali 2006 finita 5 a 0 per i brasiliani. Che Adriano sia un grandissimo attaccante, probabilmente il migliore attualmente in circolazione, non è una novità. Mi sembra però che nettamente superiore sia l'impresa di Zalayeta che ha rifilato una tripletta alla Colombia nella partita di qualificazione Uruguay - Colombia terminata 3 a 2 per i celesti. L'insieme uruguayano non vale un ventesimo dei verdeoro brasiliani; ecco perché l'importanza dei tre gol di Zalayeta, umilissimo e utilissimo attaccante della Juve, è molto più di quella del grandissimo centravanti dell'Inter. Anche le due triplette si somigliano: come Adriano, Zalayeta ha segnato un gol con un imperioso stacco di testa, un altro con un potentissimo tiro incrociato da poco dentro l'area di rigore e un terzo con opportunismo da pochi passi. Gloria quindi ad Adriano, ma un po' di lustrini diamoli anche a Zalayeta, in Italia relegato addirittura dietro a Del Piero.
Su Scozia - Italia
Grazie alla sempre più simpatica RAI, mi sono perso il primo tempo della partita Scozia - Italia, che qualcuno che ha solo la parabola ha dovuto ascoltare alla radio. Il secondo tempo e alcune immagini viste in tv mi suggeriscono un paio di considerazioni. L'Italia non avrebbe meritato di perdere, ma non c'è mancato molto ed alcune responsabilità di Lippi sono evidenti. Due sicuramente: avere fatto giocare un calciatore scarso e sopravvalutato (Zaccardo) e uno chiaramente spompato e fuori giri (De Rossi). La maggiore abilità di Lippi è sempre stata quella di capire i difetti della squadra a partita in corso, e infatti con la Scozia ha tolto prima Zaccardo (inguardabile, come contro l'Irlanda) e poi De Rossi. La responsabilità di Lippi è tanto più grave quanto aveva un Pirlo in forma strepitosa, che ha giocato - almeno per quanto ho visto io - benissimo, trovando però una collaborazione nulla da De Rossi, mentre il povero
Gattuso si spolmonava per recuperare palloni (e che colpa gli si può fare se a fine partita ha ciabattato via un paio di buoni tiri?). Di sicuro Lippi non ha colpa per le precarie condizioni fisiche di Nesta, in alcuni momenti quasi ridicolizzato dallo scozzese Miller, inspiegabilmente sostituito dal suo c.t. nel secondo tempo (il sostituto era un armadio semovente che si è fatto notare soltanto quando ha rimediato un cartellino giallo per una gomitata a Cannavaro). Vieri e Iaquinta hanno fatto abbastanza poco, tranne che il primo si è mangiato un gol piuttosto clamoroso nel secondo tempo. Certamente Lippi ha indovinato le sostituzioni: Grosso ha commesso qualche errore, ma ha segnato un gol importantissimo, Camoranesi ha giocato benissimo e Toni è riuscito a rendersi pericoloso, pur nel poco tempo in cui ha giocato. Però bisognerebbe parlare di Totti. Vorrei sapere quante partite ha giocato in nazionale e in quali è stato decisivo, o comunque fondamentale, o almeno ha giocato bene (diciamo nelle quali ha meritato un sette in pagella). Io me ne ricordo un paio agli Europei del 2000, quelli di "je faccio er cucchiaio", e poi buio pesto. Anche stasera è stato piuttosto irritante, ha fatto tanti passaggini, qualche lancio di prima non andato a buon fine, ha manifestato il solito nervosismo e s'è beccato la solita ammonizione gratuita.
Un velo pietoso lo stenderei sui commentatori della RAI. Più d'una volta hanno lanciato la pubblicità in momenti infelici, quando la regia stava mostrando un replay interessante. Più d'una volta hanno commentato a sproposito azioni di gioco. Addirittura patetica è ormai la presenza di Mazzola, che ha ormai come missione impossibile quella di esaltare a tutti i costi Totti. Quando ha proditoriamente scalciato l'avversario, meritandosi un sacrosanto cartellino giallo, ha detto che l'ammonizione era esagerata perché Totti aveva cercato la palla, e alla fine della partita, richiesto da Civoli, sul voto da dare a Totti, ha detto "la sufficienza, anche se deve fare di più". Ma ci faccia il piacere, ci faccia...
Dal sito www.juventus.com
Juventus A – Juventus B 0-1
Reti: 71’ Zammuto
Juventus A: Chimenti (66’ Bonnefoi), Pessotto, Giannichedda, Criscito, Rossi, De Ceglie (85’ Chiazzolino), Blasi, Olivera, Del Prete (75’ Di Cuonzo), Paolucci, Volpe. All. Capello. A disposizione: Corradini, Colangelo
Juventus B: Zattin (61’ Scarzanella), Pisani, Rizza, Marchisio, Lagnese (66’ Zammuto), Balagna, Bianco (85’ Lazzarino), Venitucci, Giovinco, Maniero, Lanzafame (63’ Arata). All. Chiarenza. A disposizione: Pizzano, Ligotti, Zammuto
Arbitro: Pizzi di Saronno
Note: impressiona vedere quale squadrone sia la Juventus A. Del Prete deve essere stato ingaggiato per la somiglianza (nel cognome) con Del Piero. Nella formazione B impressiona, sempre per il cognome, Lanzafame, che in un primo momento avevo letto lanciafiamme. Zammuto non si capisce se sia entrato al 66° o se sia rimasto in panchina a disposizione dell'allenatore della Primavera Chiarenza. Quel che è certo è che ha segnato l'unico gol della partita.
Un sacco e una sport
Notizia numero 1. La Juve, per rimpiazzare Buffon infortunato, ha preso Abbiati dal Milan. La Juve ha ringraziato sentitamente Berlusconi, ma io aspetterei: ricordando alcune "prodezze" del portierino rossonero (mitica l'uscita di piede contro la Lazio in Coppa Italia due anni fa), mi sa che il presidente ex pelato abbia messo a segno un'altra delle sue diaboliche mosse per indebolire gli avversari.
Numero 2. L'Italia ha battuto l'Irlanda a Dublino (2 a 1) e non è mica facile. Ha giocato bene soprattutto Pirlo, che ha anche segnato il primo gol. Vieri s'è mangiato un paio di gol grossi, però le azioni in attacco sono state tante. Mazzola è sempre il solito mito: prima, dopo un replay da dietro del gol di Pirlo dal quale non si vedeva assolutamente niente, ha esclamato "Era già gol quello di Gilardino!", mentre s'era visto chiaramente che la parata - pur goffa - del portiere irlandese era avvenuta ben fuori della porta. Poi dopo l'ennesimo replay dell'infortunio di Diana, dal quale s'era visto chiaramente che aveva preso una ginocchiata nella coscia, ha inventato una strampalata versione secondo la quale a Diana sarebbe rimasta la punta del piede conficcata non s'è capito bene dove. Civoli ha pietosamente cambiato discorso.
P.S. A proposito di minchiate televisive, "se n'abbusano", come direbbe Geppo, i giovani e bei telecronisti di Sky News. Molte mi sono ormai sfuggite dalla mente - mi ci vorrebbe un taccuino per segnarle tutte - ma ieri una telecronista sportiva ha detto che "Barrichello ha firmato un contratto con la scuderia anglo-britannica Bar", mentre oggi un'altra cronista, parlando delle giornate dei giovani cattolici di Colonia ha testualmente detto "Si annuncia la presenza di Trapattoni, che è uno degli italiani più amati in Italia, essendo stato l'allenatore prima del Mönchen Bayern (???) e ora dello Stoccarda". Mitica anche lei.
P.P.S. Probabilmente il suddetto Mönchen Bayern non è altro che il Bayern di Monaco (in tedesco: Bayern Munchen). Si sospetta l'interpolazione dell'altra grande squadra del calcio tedesco degli anni settanta, il Borussia Mönchengladbach della mitica mezzala Gunter Netzer.
Per i tifosi del Milan
Due anni fa, dopo la vittoria (ai rigori anche quella) sulla Juve nella Champions League, i milanisti fecero salti di gioia nello scoprire che nella classifica stilata dalla (fino ad allora sconosciuta) federazione di storia e statistica del calcio erano il club giudicato il migliore del mondo. Per verificare oggi la validità di questa mitica ed ineffabile sedicente Iffhs, si guardi chi, oggi, è considerato il miglior club del mondo.
Eppur si vince
Juve 79, Milan 76... Il campionato non è finito, ma insomma è sempre meglio vincere gli scontri diretti che perderli, come avrebbe detto Monsiuer de Lapalisse. La Juve non ha strafatto e, anzi, nel secondo tempo è stata spesso schiacciata nella propria metà campo dal Milan. Però, se poi si va a vedere, le migliori occasioni da gol sono state proprio della Juve (oltre al gol, un tiro di Del Piero nel primo tempo e poi la traversa, sempre di Del Piero nel secondo), mentre il Milan è stato veramente pericoloso soltanto con il contropiede Shevchenko - Inzaghi, fra l'altro nato da un fallo di Gattuso su Camoranesi (che ne è rimasto azzoppato) non rilevato da Collina.
C'era un rigore in favore del Milan che Collina non ha fischiato (però mi sembra che anche Cafu abbia smanacciato, forse perfino prima di Zambrotta), però se si va a vedere tutto l'arbitraggio bisogna anche considerare la mancata espulsione di Nesta per una trattenuta a Camoranesi già dopo meno di mezz'ora del primo tempo: per un fallo analogo su Kakà Emerson è stato ammonito. Come ha fatto notare Tosatti a Novantesimo minuto, se si vuole parlare dell'arbitro, analizziamo le decisioni contro ma anche quelle a favore. Sempre a Novantesimo minuto hanno messo in risalto che Berlusconi ha detto che c'era un rigore per il Milan: a parte il fatto che c'era, a parte il fatto che comunque Berlusconi è pur sempre il padrone del Milan, ora ci vorranno far passare Berlusconi per un modello di obbiettività?
Forza Juve
Secondo Gianni Mura alla Juve può andare bene il pareggio perché nelle ultime tre giornate ha un calendario più facile rispetto al Milan. Ben venga un pareggio, ma guai se la Juve giocasse per il pareggio: si renderebbe protagonista di una partita penosa, una "ritirata di fronte al nemico" che nemmeno l'eventuale vittoria del campionato potrebbe riscattare. Speriamo che sia una bella partita e che, comunque vada, alla fine non vi siano ombre e dubbi sul risultato.
Discipline olimpiche e buffonate
Tra le gare disputate oggi (bruttissima la sconfitta degli azzurri di Gentile guidati da un evanescente metronomo Pirlo e anche la sconfitta delle pallavoliste contro Cuba), esaltante la vittoria a due secondi dalla fine delle pallanuotiste (il cosiddetto setterosa che, al contrario del
cosiddetto settebello, è ancora in gara) contro le americane: il gol all'ultimo tuffo della Zanchi rimarrà nella storia, ma nella memoria resta anche la faccia cattiva della nostra cannoniera Tania Di Mario, la quale, dopo aver segnato, prende sempre per il culo le avversarie, dimostrando scarso spirito olimpico (sempre un abisso sopra a Roch e agli altri francesi della scherma), ma distruggendo le avversarie sul piano psicologico.
Tutti gli sport decisi dai giudici sono pagliacciate (compresi certi incontri di boxe e certe esibizioni di ginnastica), e soprattutto: il completo d'ippica - in particolare il dressage, una disciplina che consiste nel far vedere quanto sia bravo un cavallo a muovere i piedi (si chiamano così?) e il nuoto sincronizzato, disciplina nella quale due ballerine classiche con una molletta al naso si tuffano in piscina con un sorriso idiota stampato in faccia.
«Non ha stretto i glutei al momento giusto e ha pagato dazio.» (Oscar Bertone commentando la gara di tuffi)
(Canzone del giorno: Biglietto per l'inferno, Il tempo della semina)
Una grande Juve
Trascinata da un guizzante Del Piero in attacco e da un granitico Legrottaglie in difesa, una grande Juve resiste al poderoso assalto dei mitici svedesi del Djurgarden e recupera stoicamente due gol ai suddetti, passati in vantaggio alla fine del primo tempo su un rigore inesistente (la scivolata di Tacchinardi era chiaramente iniziata nel cerchio di metà campo anche se poi il raffinato centrocampista bianconero ha tranciato le gambe dell'attaccante avversario in piena area). In apertura di secondo tempo il Djuragarden raddoppiava con il giovane Hysen, figlio del vecchio Hysen, nonostante la strenua opposizione del fulmineo Legrottaglie.
A questo punto si scatenava la reazione veemente della Juve, un vero e proprio sturm und drang che si abbatteva sul malcapitato Djurgarden: guidata da un funambolico Olivera (strano ma vero!), la Juve accorciava le distanze con il redivivo Trezeguet, della cui esistenza si accorgevano perfino i difensori svedesi, che fino ad allora lo avevano scambiato per un fastidioso vucumprà. Raggiunto un rassicurante pareggio per 2 a 2 (il risultato preferito dagli svedesi) la Juve lasciava spazio all'accademia: su un intelligente retropassaggio di Legrottaglie, sul quale la palla si incagliava tra uno scoglio e una secca in piena area di rigore, Buffon si esibiva in un carpiato con il quale metteva a sedere Hysen e se stesso, e poi da terra improvvisava il numero della biscia impazzita (imparato da bambino dal mitico Klinsmann) cercando di toccare la palla con tutte le estremità del proprio corpo esclusa la lingua. L'arbitro, impietosito, praticava la respirazione bocca a bocca al fischietto che stava annegando, e fischiava la fine.






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