RIMORSO (poesia)
RIMORSO Lo sapevo. Mi sono rimorso. È la quarta volta in sette minuti che mi mordo la lingua. Devo smettere di masticare il (che mi fa anche male a i denti). (v. anche qui) ciuenlayciulingam insomma il big babol
Anacoluto
a|na|co|lù|to
s.m.
TS gramm., costruzione sintattica in cui all’elemento che inizia la frase non segue un elemento concordato con esso in modo corretto (ad es. il suo discorso sono tutte invenzioni) [quadro 12]
(dal sito www.demauroparavia.it)
L'anacoluto è la figura retorica in cui non è rispettata, volutamente, la coerenza tra le varie parti della frase.
Diffuso anche nel linguaggio comune, nell'anacoluto il costrutto sintattico è privo di coerenza e di accordo logico-grammaticale tra gli elementi dello stesso periodo.
Alcuni esempi:
- di Alessandro Manzoni: "Quelli che muoiono, bisogna pregare Iddio per loro"
- dal Vangelo di Matteo: "Qui habet, dabitur illi" (traduzione: "chi ha, a lui sarà dato")
- di Niccolò Machiavelli: "mi pasco di quel cibo, che solum è mio, et che io nacqui per lui"
Breve elogio di Mimmi
Mimmi Gunnarsson è un'affascinante annunciatrice svedese delle previsioni meteorologiche di Sky. Nonostante il mio plurisecolare disinteresse per le previsioni del tempo, che pure costituiscono un (noiosissimo) argomento di conversazione, non riesco a non guardarle quando in video c'è lei, con il suo eloquio veloce e semicomprensibile, e con la sua figura snella e affilata. Non si riesce sempre a capire che tempo farà, tanto che la settimana scorsa sono uscito in maglietta a maniche corte durante i giorni della merla, ma Mimmi, che oltre che bella sprizza anche simpatia da tutti i pori, è assolutamente irresistibile.
Almanacco del giorno dopo (16)
Il santo del giorno. Oggi si celebra(va) Sant'Andrea apostolo, fratello di San Pietro, martire e pescatore di busdraghi marini. È lui che, battezzato da Giovanni il Battista, fa conoscere Gesù al fratello. Andrea compare nei Vangeli due volte: in occasione della moltiplicazione dei pani e dei pesci e durante l'ultima cena, insomma soltanto quando c'era da mangiare. Dopo la morte del Cristo, andò a predicare in Grecia e divenne il capo della comunità cristiana di Patrasso, dove fu martirizzato: venne crocifisso su una croce a forma di X (che proprio per questo ha preso il nome dal santo) nei pressi di un passaggio a livello.*** La squadra dei santi celebrati domani comprende invece: Sant'Ansano da Siena, patrono dei senesi ansiosi, il Beato Antonio Bonfadini da Ferrara, il Beato Charles de Foucault, fresco fresco di nomina (beatificato il 13 novembre scorso da Benedetto XVI), la Beata Clementina Anuarite Nengapeta, Sant'Edmondo Arrowsmith, Sant'Edmondo Campion, Sant'Eligio, Sant'Evasio (venerato nel supercarcere di Casale Monferrato), Santa Fiorenza eremita, il Beato Giovanni Garbella da Vercelli, il Beato Giovanni Gueruli, San Hussik, la Serva di Dio Maria Rosa di Gesù (Bruna Pellesi), San Naum profeta (patrono delle persone con la barba, maschi e femmine), San Proietto, e il Servo di Dio Zaccaria Negroni (santo patrono dei salami cacciatorini).
Il sogno (di ieri). Io ero il nano e trovavo un culo. Mi ci intrufolavo subito e il proprietario domandava "Chi è là dietro?" e io "Sono io, perché, do noia?". "No, no, facci pure" diceva il padrone del culo. "Scusi," domandavo "o lei invece chi è?". "Andrea", mi rispondeva.
Consigli pratici. Come procurarsi gli incubi. Avendo ricevuto una bottiglia di olio nuovo (una delle sette meraviglie del mondo), crogiate una bella fetta di pane, meglio se casalingo, e strusciatevicisi sopra, ma appena appena, uno spicchiettino d'aglio e poi buttatecivisi sopra un po' del suddetto olio (o oglietto) nuovo. Mangiate il tutto. Il mirabolante manicaretto in oggetto dicesi bruschetta. La nottata seguente dicesi incubo.
Mille e non più mille
Solo per dire che questo è il millesimo post del blog. Minchia!
fetuso
Su una vecchia Garzantina dei miei genitori, accanto alla voce "Pasolini, Pier Paolo" il mio babbo aveva annotato a penna "pederasta comunista" (oppure, a termini invertiti, "comunista pederasta"). Evidentemente all'epoca - nella Garzantina Pasolini era dato ancora come vivente, quindi si parla di prima dell'omicidio - era questo che in certi ambienti si lasciava trapelare sul poeta: si preferiva puntare l'attenzione sulla (per certi versi discutibile) condotta morale di Pasolini. Dico discutibile perché proprio Pasolini, il poeta e profeta delle periferie romane e dei ragazzi di vita, avrebbe dovuto evitare di andare a raccattare minorenni alla stazione, ma comunque dico discutibile e non per forza condannabile: probabilmente Pelosi a diciassette anni era più scafato di me a venti.
E però mi accorgo di esserci cascato anch'io a parlare di questo aspetto della vita di Pasolini, anziché delle sue idee, che sono quelle che in realtà hanno portato qualche ambiente fascistoide a decretarne la morte. E non è nemmeno necessario che qualcuno abbia detto a qualcun altro "uccidete Pasolini". Può valere anche in questo caso, come per altri omicidi eccellenti avvenuti in Italia (ad esempio quello di Enrico Mattei) la teoria dei cerchi concentrici.
C'è un altro particolare. Secondo Pelosi, gli assassini di Pasolini, dei quali egli si assunse la responsabilità, lo chiamavano, mentre lo bastonavano a sangue, "sporco comunista" e "fetuso". Alla tragedia si aggiunge un tocco di commedia all'italiana da quattro soldi, da film di Franco e Ciccio. Che (ulteriore) tristezza...
Santo Soglio
E ora, picchia su Wojtyla! Oggi hanno già detto che Giovanni Paolo II ha riempito le piazze e ha svuotato le chiese. Altro che santo subito! E poi qualche sapientone ha già profetizzato che Ratzinger farà l'opposto. Calma... Se piove di quel che tuona, sarà dura riempire le chiese: di solito chi si allontana dalla Chiesa lo fa per il suo eccessivo oscurantismo e mancanza di aderenza alla realtà. Non che la Chiesa debba abiurare ai propri dogmi e alla propria dottrina, ci mancherebbe, ma una maggiore attenzione alle esigenze che escono dalla comunità dei fedeli che vorrebbero aderire alla vita ecclesiale ma non possono non guasterebbe di certo. Per esempio l'accettazione, con tanto di ammissione ai sacramenti, per le persone divorziate: per quale motivo un divorziato non può praticare l'eucarestia, se si rifà una vita con un'altra persona (non ci si scordi lo scandalo degli annullamenti "eccellenti" da parte della Sacra Rota)? E questo è solo un esempio: come sappiamo ce ne sarebbero decine di altri, dalla contraccezione alle unioni omosessuali, per non parlare delle chiusure sui vari tipi di fecondazione eterologa, fino a temi di più stretta pertinenza ecclesiastica, come il sacerdozio delle donne o il matrimonio dei religiosi.
Insomma, parlo anche per esperienza personale, di solito le chiese si vuotano per l'eccessiva rigidità delle gerarchie. Quasi mai accade l'inverso: e per cosa dovrei andare in chiesa, per sentire la messa in latino? Nemmeno fossi Concetto Marchesi... Io che sono uscito dalla chiesa durante il pontificato di Wojtyla (non certo per colpa sua, e nemmeno mi ha portato in piazza) non credo che ci rientrerò durante quello di papa Ratzinger (Paparazzi?). La via per la chiesa è ripida e scivolosa. E poi la domenica mattina si sta bene a letto. Testimoni di Geova permettendo.
P.S. Consiglio la visione del film a episodi Signore e signori, buona notte (1976) di Luigi Comencini, Nanni Loy, Luigi Magni, Ettore Scola e Mario Monicelli. Lo consiglio soprattutto per l'episodio Santo Soglio (di Magni), nel quale un cardinale (Manfredi) si finge moribondo per essere eletto papa. Dopo di che guarisce all'improvviso e comincia a comandare in modo dispotico.
Lo scorreggione
[supergiovane] e il mondo si fermò [bonfy] già [bonfy] sto facendp dei peti che fanno ribrezzo, [sasso67] bravo [bonfy] poi trall'altro sulla sedia di pelle,l'effettu è + nocivo [bonfy] grazie [david nellson] bye room,bye mates,be cool.. [bonfy] ... [bonfy] ok [bonfy] see ya [sasso67] ci ammazzi le mosche? [bonfy] anke i coccodrilli s'è x questo!!!
Audisio III: non ci posso credere!
(Maledetti i dissuasori e chi li ha voluti)
Acirieccola (da Repubblica di oggi):
«A testa bassa, per sfondare il tempo. Poi faccia in alto, per urlare al destino. Poi in ginocchio a terra, per fermare il mondo che gira e il cuore che trema. Poi più niente. Basta, fine, sei padrone. Tu, ragazzo troppo eccitato. Incapace di concentrarti a scuola. Dai Justin, prendi la pillola, e vedrai che ti calmi. Justin, quello che in classe non capiva le domande, perché aveva sempre la testa altrove. Justin, quello che nel 2001 risultò positivo a quella medicina che aiuta a stare attenti a quello che dice la maestra¹. E che per questo era stato sospeso un anno. Justin Gatlin si è preso i cento metri in 9" 85. Li ha tenuti stretti tra le braccia fino alla fine. Lui, lo svogliato.»
Mi sembra incredibile che un giornale antiretorico come La Repubblica continui ad affidare i commenti delle imprese sportive ad una scribacchina retorica e involuta come l'Audisio: il trionfo della paratassi e dell'anacoluto (come questo: «Metti il programma sbagliato e dalla lavatrice delle tue emozioni i cento ti escono corti e rattrappiti. Te li misuri, non ti vanno più bene e li rifiuti: non sono miei»).
¹ Considerando che Justin Gatlin è nato nel 1982, se nel 2001 andava ancora alle elementari, e' ti dev'essere un sorbo di nulla.
(Canzone del giorno: Tri Yann, An Distro Euz A Vro Zaoz)
Barzelletta
(Sentita ieri a Livorno)
Un tizio incontra un amico e, tutto imbarazzato, gli dice «Ti devo dire che un negro tromba la tu' moglie». E questi risponde «Che ingiustizia, tutti i lavori più di merda li fanno fa' all'extracomunitari».
Donna Flor e i suoi due mariti (B. Barreto)
Donna Flor e i suoi due mariti (Brasile, 1976) di Bruno Barreto. Con Sonia Braga (Flor), Josè Wilker (Vadinho), Mauro Mendonca (Dr. Teodoro), Dinorah Brillanti (Rozilda), Nelson Xavier (Mirandão).
Quando uscì il romanzo di Jorge Amado Donna Flor e i suoi due mariti, molti intellettuali di sinistra storsero la bocca, perché sembrò loro che lo scrittore, già Premio Stalin, abdicasse alla sua vocazione di intellettuale organico, per lasciarsi andare ad un tipo di letteratura completamente d'intrattenimento. Probabilmente il regista Bruno Barreto, poco più che ventenne all'epoca della realizzazione di questo film (è nato nel 1955), ha tratto dal romanzo di Amado gli aspetti più folkloristici e piccanti, fatto sta che ne ha tratto una storiella simpatica e ben raccontata, ben lontana dai drammi del cosiddetto cinema nôvo, in cui una gran parte ha quell'attitudine tutta brasiliana di guardare in maniera gioiosa a tutti gli aspetti della vita, compreso il sesso e non esclusa la morte.
La bella Flor sposa il debosciato Vadinho, marito irresponsabile e crapulone, donnaiolo e giocatore, che un bel giorno, quando la mogliettina, delusa, sta per lasciarlo, muore di una sincope mentre sta festeggiando il carnevale. Dopo mesi di lutto, la bella vedovella si risposa con il serio farmacista Teodoro, che caratterialmente è tutto l'opposto del defunto Vadinho: serio, educato, metodico, in una parola, come ben presto Flor si accorge, noioso. E insipido a letto, quanto invece Vadinho era pirotecnico. E Flor comincia a vedere il fantasma del primo marito che torna nudo per sedurla di nuovo: all'inizio ella resiste ma poi cede alla sua corte.
La storia, ripeto, è ben raccontata e funziona anche grazie a una stupenda Sonia Braga, bella e sensuale come mai, ma la politica (intesa anche come descrizione e critica di una certa situazione sociale) resta lontana dalla pellicola di Barreto - non so se il libro di Amado, che non ho letto, contenesse una maggiore dose di critica sociale - che si limita a giocare con gli aspetti più noti e stereotipati della cultura brasiliana: con le dovute proporzioni, ricorda un po' il Pane amore e fantasia che nel dopoguerra contribuì a rilanciare nel mondo quella visione un po' romantica, viveur, bonacciona, simpatica, del carattere italiano.






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