Sgarro alla camorra (Italia, 1973) di Ettore Maria Fizzarotti. Con Mario Merola (Andrea Staiano), Franco Acampora (Pietro), Giuseppe Anatrelli (Cecere), Dada Gallotti (Angela), Saro Urzì (il grande zio), Aldo Bufi Landi (Scicco), Enzo Cannavale (Vicienzo), Pietro De Vico (l'amico di Vicienzo), Dolores Palumbo (Donna Carmela), Slvia Dionisio (Gisella).
La prima scemeggiata (s', con la m) di Mario Merola al cinema, per di più diretta dal maestro del musicarello, non funziona per niente. È tutto troppo prevedibile per avere un minimo di credibilità. Tutto tranne la pettinatura alla Big Jim di Merola, e il fatto che, tranne per le canzoni, sia doppiato e sostituito da una controfigura per le scene acrobatiche. Lo schema è quello classico meroliano, del camorrista di buon cuore che tenta di redimersi, continuamente insidiato dai malvagi di turno, che falcidiano gli sventurati che gli stanno intorno. Fra i cattivi si rivede volentieri Giuseppe Anatrelli, che tuttavia ricordiamo più volentieri nei panni del geometra Calboni della saga fantozziana. Il versante comico qui è costituita dal duo Cannavale - De Vico, che, pur non raggiungendo il patetico involontario di altre coppie (nelle quali era spesso presente Lucio Montanaro), non fa ridere neanche per sbaglio.






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