Cumulativo film 3
Il tempo si è fermato (Italia, 1959) di Ermanno Olmi. Con Natale Rossi (il Magari verrà qualcuno a dire che servono i sottotitoli anche qui. Invece in questo piccolo capolavoro di "neorealismo panteista" non c'è proprio bisogno di niente, anche se qua e là qualche parola sfugge. E' la montagna che conta, perché c'è posto per tutti: per chi tenta silenziosamente e pazientemente, giorno dopo giorno, di catturare una lepre, e per chi spara sul giradischi un rock di Celentano a tutto volume. Perché la montagna può diventare complice dell'amicizia tra due persone tanto diverse. Perché forse è vero che i vecchi hanno sempre ragione, ma anche i giovani non sono poi così male e possono portare qualche ventata d'aria fresca (a volte anche troppo fresca...) tra le pagine del vecchio libro Cuore.
Il terribile ispettore (Italia, 1969) di Mario Amendola. Con Paolo Villaggio (Paolo De Angelis), Agostina Belli (Giorgina Lorenzi), Francesco Mulè (il dott. Agapito Trigallo), Umberto D'Orsi (l'on. Giluio Scorzarelli-Micci), Didi Perego (la signora Scorzarelli-Micci), Elio Crovetto (il commendator Zamborghelli), Carlo Campanini (il Prima di Fantozzi, Villaggio faticava ad entrare in un personaggio che potesse essere memorabile e riconoscibile. Eppure qualche elemento di novità, in questo falso dottor De Angelis, si nota, anche se si resta un po' a metà tra il futuro Fantozzi e il professor Kranz. Ci sono già le "doti" negative di arrivismo e vigliaccheria che caratterizzeranno il personaggio più famoso di Paolo Villaggio, ma forse questo De Angelis ha ancora dentro di sé una certa dose di velleità contestatorie derivanti dalle proteste studentesche del '68. Il ragionier Ugo Fantozzi sarà invece un prodotto del pieno riflusso, un frutto dell'amara consapevolezza che qualsiasi ribellione è inutile, perché eventualmente destinata a durare lo spazio di una giornata, come la rivolta contro Guidobaldo Maria Riccardelli e la sua Corazzata Potemkin. Il film, in ogni caso, è trascurabile, seppure cerchi in qualche modo di mettere in evidenza il malcostume della sanità e della politica italiana, su cui era intervenuto con maggiore efficacia Luigi Zampa e Alberto Sordi con Il medico della mutua.
Senza famiglia nullatenenti cercano affetto (Italia, 1972) di Vittorio Gassman. Con Vittorio Gassman (Armando Zavanatti a.k.a. Mister X), Paolo villaggio Gassman dirige sé stesso e l'amico Villaggio in un film difficile da catalogare, ma di cui è facile comprendere la scarsa riuscita, nonostante qualche nobile ispiratore, come Chaplin, Tati o il Gianni Celatidelle Avventure di Guizzardi, che fu pubblicato proprio nel 1972. Il film, naturalmente, non fa ridere, ed è, anzi, un'amarissima satira sull'Italia contemporanea. Il problema è che stenta a trovare qualsiasi registro e lascia di continuo lo spettatore in attesa di qualcosa che stenta ad arrivare, rischiando spesso di farlo addormentare. Beati i ricchi (Italia, 1972) di Salvatore Samperi. Con Lino Toffolo (Geremia), Paolo Villaggio (Augusto), Sylva Koscina (la contessa), Neda Arneric (Lucia Barti), Gigi Ballista (il commendatore), Eugene Walter (il sindaco), Enzo Robutti (il direttore di Francamente mi aspettavo di peggio. Non che questa satira sui ricchi (ed anche sui poveri che non sperano altro che diventarlo alla svelta) sia un capolavoro, però è abbastanza divertente e ben fatta. Forse all'epoca daSamperi, che proveniva da qualche riuscita e graffiante sparata antiborghese come Grazie zia, Cuore di mamma e Uccidete il vitello grasso e arrostitelo, ci si attendeva qualcosa di più. Ed in effetti il tono del film è piuttosto indeciso tra il satirico-grottesco della festa in camicia nera e la comicità più ruspante e proletaria di Lino Toffolo (forse qui in una delle sue apparizioni migliori) e Paolo Villaggio (che ha qualche atteggiamento prefantozziano). E tuttavia l'insieme regge, con qualche scenetta sinceramente divertente (come quella dove si canta L'uselìn dela comare) e l'eccellente colonna sonora di Luis Bacalov, che comprende una sigla inizialetutta rock anni Settanta, cantata da Ivano Fossati.
guardiano), Roberto Seveso (lo studente), Paolo Quadrubbi (l'altro guardiano).
padre di Paolo), Nino Besozzi (il presidente dell'EIAL), Luciana Turina (Orietta Guidotti).
(Agostino Antoniucci), Rossana Di Lorenzo (la prostituta), Isa Bellini (Giacoma, la zingara), Corrado Gaipa (il sostituto procuratore), Augusto Mastrantoni (il principe Tarquinio Maccaresi), Renzo Marignano (il principe Cesare Maccaresi), Enzo Robutti (il licantropo), Luigi Zerbinati (Cesarina, il travestito), Giancarlo Fusco (Cesare Maccaresi, mondezzaro), Toni Ucci (l'infermiere Lepore), Carlo Delle Piane (Luparelli), Liù Bosisio (la direttrice dell'orfanatrofio), Massimo Sarchielli (Buglialozzi), Fortunato Arena (il prof. Pampardella), Luciano Bonanni (un invitato al party), Salvatore Baccaro (un infermiere).
banca), Enrica Bonaccorti (Adele), Edda Ferronao (la signora Barti), Olga Bisera (la moglie del sindaco).






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